Padre,
mi hai lasciata per strada, al freddo e alla luce di un unico lampione su di me.
Padre,
ho visto quello che dovevo e di cui tu non hai memoria.
Padre,
hai abbandonato la tenerezza per godere della crudeltà, assecondandola in me.
Padre,
ti sei perdonato, accusandomi; ti sei assolto, ripudiandomi; ti sei ucciso, non riconoscendomi.

R@padre

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Ho dovuto lasciarti andare, come quell’aquilone che tirava il filo dalla mia mano, piccola. Il cielo era innamorato, il tuo blu era a casa tra nuvole e celeste. Tiravi per volare via. Via da me, che avrei voluto chiuderti in una piega del mio corpo sentendoti sfarfallare, con quelle code di carta leggera e colorata ch’erano i tuoi pensieri. Loro, ti hanno aiutato a volare via. Via da me che avrei  dovuto distruggerti, per tenerti sempre al mio fianco, avrei dovuto piegare quelle assicelle incrociate d’orgoglio e di esasperata personalità, per farti dipendere da me. Sono stata debole per te, forte per me, che ora ho solo un filo di cuore tra le dita, spezzato. 
R@
5620282-bambino-volare-un-aquilone-nel-cielo-azzurro-Archivio-Fotografico

Sospiro.

Una volta, due volte.

Osservo ciò che espiro.

Non  mi piace.

Inspiro aria, odori, colori, polveri, sapori.

Mi piace.

Non ci sono solo parole,

sospiro, felice.

R@

 

respiro

Va giù nettare e veleno.

I miei due compagni, a cui verso in calici di plastica bianca, ne bevono, ridendo di me povero uomo perso.

Sui loro volti vedo la mia scelta, quella stessa che ogni giorno va in fumo tra le volute di questa sigaretta.

L’amaro e il dolciastro, sulla mia lingua, si fondono e diffondono.

Non sento più sferragliare, non sento più voci: l’anima sa dove tornare.

R@

 download

Questo sangue,

marcio come l’anima,

scuro come cuore

vecchio e stanco:

scende.

In un silenzio fermo,

grido un dolore antico.

R@

 sangue nero 2